Castlevania: Belmont's Curse – Provato

Abbiamo provato la demo di Castlevania: Belmont’s Curse su PlayStation 5. Il nuovo metroidvania punta su esplorazione, combattimenti più ragionati e una forte continuità con la saga classica, anche se il comparto artistico mostra ancora qualche disomogeneità.

Di Francesco Rodio - 4 minuti
Castlevania

Parigi, 1499. La città è invasa da creature demoniache e un castello mistico si manifesta nel suo cuore. Per fermare la minaccia il vescovo si rivolge a Trevor Belmont, il cacciatore che anni prima aveva sconfitto Dracula insieme a Sypha Belnades, poi diventata sua moglie.
Trevor coinvolge la figlia Rose, la protagonista, e le affida la frusta sacra Vampire Killer: insieme scendono per le strade in fiamme per capire cosa abbia scatenato l'invasione. Lungo il percorso Rose incrocia figure alleate e nemiche: il misterioso Caduto che terrorizza la città, Giovanna d'Arco, Carmilla, il forgiatore di demoni Isaac e la Morte.

Dove si colloca

• Seguito diretto di Castlevania III: Dracula's Curse (1989): la storia si svolge 23 anni dopo, nella timeline originale della serie. Rose è figlia di Trevor e Sypha, due dei protagonisti di quel capitolo.
• Legame con Curse of Darkness (2005): ambientato 20 anni dopo quel titolo PS2/Xbox, di cui torna Isaac, doppiato ancora da Liam O'Brien.
• Ponte con la serie animata Netflix (2017–2021): JB Blanc (Trevor), Alejandra Reynoso (Sypha) e Graham McTavish (Dracula) riprendono i ruoli dell'anime; Konami stessa cita la serie nel lancio del gioco.
• Ritorno all'impianto di Symphony of the Night (1997): mappa che si completa da sola, stanze di salvataggio, viaggio rapido e sblocco progressivo delle aree. La frusta come strumento di movimento richiama invece Super Castlevania IV.
• Fuori dalla saga Lords of Shadow: nessun legame con la continuity alternativa di MercurySteam.

Il contesto Konami

Il progetto nasce dal rilancio delle grandi IP Konami su console e PC avviato nel 2021, dopo anni concentrati su mobile e pachislot. Evil Empire e Motion Twin avevano già lavorato con Konami su Dead Cells: Return to Castlevania (2023); Konami ha però escluso qualsiasi struttura roguelite. Il gioco è presentato come il primo di più progetti Castlevania 

Le prime impressioni

Abbiamo giocato la demo su PlayStation 5. Dura circa mezz'ora e si concentra sulle strade di Parigi, che con ogni probabilità saranno la location principale. È una porzione volutamente lineare: un percorso guidato che fa da tutorial, introduce le prime meccaniche e culmina nel primo boss. Sconfitto quello, si ottiene la prima abilità, e la demo si chiude proprio quando l'esplorazione inizia ad aprirsi.
Una prima curiosità arriva già dal menu principale. Nella sezione Gameplay il titolo permette di personalizzare il bilanciamento: ricomparsa davanti alla porta del boss, danni inflitti e subiti, esperienza guadagnata, fino alla possibilità di impedire la morte.

Castlevania impostazioni
Impostazioni di gioco


Ciò che salta subito all'occhio, invece, è un comparto artistico a due velocità. Gli sfondi disegnati e le illustrazioni delle carte sono bellissimi, ma convivono con personaggi in 3D che a tratti stonano con ciò che hanno alle spalle, e con cutscene in uno stile ancora diverso. Alcuni elementi sembrano curatissimi, altri chiedono ancora un po' di rifinitura. La mappa, almeno al primo sguardo, è leggibile e ben fatta, con una buona varietà di marcatori.
Pad alla mano, Rose trasmette una sensazione di pesantezza. Chi si aspetta la frenesia di Dead Cells, nato dagli stessi studi, troverà qui un ritmo molto più ragionato. La nostra impressione è che sia una scelta voluta. I nemici sono piuttosto aggressivi e il gioco spinge a leggerne gli attacchi e a schivare, più che a pararli: non a caso, almeno per ora, la parata non c'è. Lo scontro con il Caduto, unico boss della demo, va proprio in questa direzione: si osserva, si schiva, si punisce.
Già la prima abilità ottenuta lascia poi intravedere qualcosa di interessante. Grazie a essa la frusta permette di agganciare i nemici e usarli come appigli per spostarsi da un punto all'altro della mappa. Gli avversari diventano così parte del level design, e non solo ostacoli da abbattere.

Castlevania, Parigi in fiamme
Parigi in fiamme

Belmont's Curse sembra pensato anzitutto per chi ha amato i Castlevania classici e per chi frequenta i metroidvania: esplorazione, lore dei Belmont e combattimenti in cui conta più la lettura dell'avversario che la velocità di esecuzione. Chi cerca l'azione frenetica di Dead Cells potrebbe invece trovarlo lento, almeno nelle prime ore.
Le opzioni di personalizzazione della difficoltà fanno pensare alla volontà di avvicinare anche un pubblico meno abituato al genere. Se il titolo riuscirà davvero ad allargare la platea è presto per dirlo.

Conclusioni

Mezz'ora lineare non basta per giudicare un metroidvania, e per questo abbiamo evitato di scavare a fondo in combattimento e struttura della mappa. Basta però a capire che direzione ha preso il gioco: un Castlevania che guarda più a Symphony of the Night che a Dead Cells, con un combattimento ragionato e una Parigi che promette bene.
La speranza è che le abilità successive diano a Rose l'agilità che oggi le manca, e che la frusta usata sui nemici diventi il cuore dell'esplorazione. Il timore è che la disomogeneità artistica non sia solo un limite della demo. Al prezzo di 29,99 € resta un titolo da tenere d'occhio per chi ama il genere: appuntamento al 15 ottobre.

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