Echoes of Aincrad, la recensione: conquista, ma la ripetitività pesa
Echoes of Aincrad ricrea con successo atmosfera, personaggi e fascino di Sword Art Online, sostenuto da una storia sorprendente. Dopo 70 ore, però, poca varietà dei nemici, missioni ripetitive, loot discutibile e una struttura limitata a due piani ridimensionano il potenziale dell'avventura.
Echoes of Aincrad ci ha conquistato soprattutto quando ha smesso di sembrare soltanto una ricostruzione di Sword Art Online e ha iniziato a raccontare davvero la storia del nostro personaggio. Dopo 70 ore, campagna completata ed endgame provato, resta però una sensazione netta: le prime ore fanno salire rapidamente l'entusiasmo, mentre sulla lunga distanza struttura, varietà e combattimenti finiscono per consumarlo. Il risultato è un buon action RPG per chi ama SAO, ma meno completo e rifinito di quanto il mondo di Aincrad avrebbe permesso.
Gameplay e sensazioni
Il combat system ha un impatto iniziale molto positivo. Combattere, far crescere il personaggio e sperimentare equipaggiamenti diversi funziona, e i sei tipi di arma permettono di cambiare approccio. Il problema emerge con il passare delle ore: cambiare arma non impedisce agli scontri di diventare progressivamente ripetitivi e anche il bestiario contribuisce poco alla varietà. Durante la nostra prova abbiamo incontrato numerosi mostri molto simili tra loro, spesso riconoscibili soprattutto per colorazioni differenti o modifiche limitate al moveset. Alla lunga viene quindi meno parte della sorpresa che dovrebbe accompagnare l'esplorazione di Aincrad.


Anche il sistema dell'equipaggiamento lascia qualche dubbio. I nemici rilasciano molte armi e capita di ottenere come drop proprio equipaggiamenti per i quali successivamente troviamo una ricetta, riducendo sensibilmente la soddisfazione legata allo sblocco di nuovi progetti alla forgia. Nella nostra esperienza le armature hanno invece avuto un rapporto molto più diretto con le ricette e il crafting dal fabbro. Il risultato è un sistema che abbiamo trovato poco coerente: le armi arrivano frequentemente attraverso il loot, mentre la progressione delle armature passa molto di più dalla creazione, rendendo alcune ricette delle armi poco interessanti.
L'esplorazione rimane piacevole, ma la struttura generale è molto più limitata di quanto avremmo voluto. Echoes of Aincrad non è un open world, avanza attraverso quest e aree progressivamente accessibili e comprende soltanto i primi due piani completi di Aincrad. Le mappe possono essere belle da attraversare, ma un'ambientazione costruita attorno a un enorme castello di cento piani fa inevitabilmente immaginare qualcosa di più libero e ambizioso. A questo si aggiungono missioni secondarie spesso troppo simili tra loro: esplorando e completando molto contenuto opzionale, la ripetitività diventa difficile da ignorare.



Trama e personaggi
È la storia il motivo principale per cui siamo arrivati volentieri fino alla fine. L'avventura parte durante la beta di Sword Art Online e nelle prime ore eravamo convinti che l'intero gioco sarebbe rimasto confinato a quel periodo. Poi arriva il lancio ufficiale di SAO e la prospettiva cambia: il nostro avatar vive una propria vicenda mentre, parallelamente, si sviluppano gli eventi che coinvolgono Kirito e gli altri protagonisti conosciuti della serie.
Gli incontri con i personaggi principali funzionano perché non sembrano semplici apparizioni costruite per sfruttare la nostalgia. Mantengono il carattere che ci si aspetta da loro e alcuni momenti permettono anche di approfondirne il passato. Per un appassionato dell'anime è facilmente uno degli elementi migliori dell'intera esperienza.


La Death Game Mode avrebbe potuto rappresentare un buon incentivo a ricominciare: viene sbloccata completando la storia, mentre Deluxe e Ultimate Edition permettono di accedervi immediatamente. Dopo 70 ore, tuttavia, non abbiamo sentito il desiderio di iniziare una seconda partita, soprattutto a causa della ripetitività accumulata durante la prima.
Grafica, tecnica e sonoro
Visivamente Echoes of Aincrad restituisce bene l'identità dell'anime. Personaggi, ambienti e direzione artistica ci hanno convinto quasi sempre; le riserve riguardano soprattutto alcuni dettagli e animazioni. La scomparsa dei mostri dopo la sconfitta, per esempio, è molto meno caratteristica di quanto ci saremmo aspettati da un gioco di Sword Art Online, mentre occasionalmente abbiamo visto il personaggio attraversare elementi dello scenario come le panchine.
Più seri i problemi incontrati sulla versione PC 1.0.4. In alcune occasioni lo schermo è rimasto nero per circa dieci secondi prima o dopo una sequenza mentre il gioco continuava a funzionare. È capitato anche di sconfiggere alcuni boss e vederli restare immobili senza scomparire, impedendo alla missione di proseguire e costringendoci ad affrontarli nuovamente. Il doppiaggio giapponese ci ha soddisfatto, mentre il resto del comparto sonoro rimane nella media.
Verdetto
Echoes of Aincrad funziona soprattutto come viaggio dentro Sword Art Online. La trama, i personaggi e la resa visiva di Aincrad riescono a sostenere un'avventura molto lunga, ma più passavano le ore e più il nostro entusiasmo iniziale diminuiva. Combat e missioni diventano ripetitivi, molti nemici si assomigliano, il sistema di loot e crafting non sempre valorizza le ricette e fermarsi ai primi due piani lascia inevitabilmente la sensazione di un potenziale ancora largamente inutilizzato. È un titolo che consigliamo soprattutto ai fan di SAO interessati a vivere una storia originale all'interno di Aincrad. Chi cerca invece un action RPG aperto, estremamente vario e capace di reinventarsi per decine di ore troverà limiti evidenti. Un buon gioco, ma con diverse idee che avrebbero meritato molto più spazio.
Voto della redazione
Buono
Piattaforma di prova: PC
Pro
- Trama sorprendente e ben integrata con gli avvenimenti di Sword Art Online.
- Personaggi principali di SAO convincenti e interessanti da approfondire.
- Direzione artistica fedele all'anime e ambientazioni piacevoli da esplorare.
Contro
- Combat, missioni secondarie e bestiario diventano troppo ripetitivi.
- Solo due piani e una struttura a quest molto più limitata di quanto Aincrad avrebbe consentito.
- Loot e crafting non sempre restituiscono una progressione dell'equipaggiamento soddisfacente.
- Problemi tecnici anche capaci di bloccare l'avanzamento sulla versione 1.0.4.
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