Pokémon VGC, campione regionale denuncia problemi di igiene: «Ho dovuto vomitare»
Donghun Youm ha raccontato di aver vomitato ai Baltimore Regionals a causa dell'odore di un altro giocatore. Il caso riapre una discussione che da anni coinvolge Pokémon, Yu-Gi-Oh! e Super Smash Bros.
C'è un avversario che nessun regolamento competitivo riesce davvero a battere, e non ha niente a che vedere con mazzi, squadre o meta. È l'igiene personale. A riportare il tema al centro della discussione è stato Donghun Youm, campione regionale di Pokémon VGC, che ha raccontato di aver vomitato durante i Baltimore Regional Championships a causa dell'odore di un altro giocatore nelle vicinanze. La sua denuncia si è rapidamente diffusa sui social e ha riaperto una questione che il gioco competitivo si porta dietro da molti anni.
Il caso di Baltimora e le regole di Play! Pokémon
Youm ha affidato lo sfogo a X con un appello diretto: «Please take care of your personal hygiene», cioè «prendetevi cura della vostra igiene personale». Nel post ha raccontato di aver dovuto vomitare per l'odore proveniente da un giocatore nelle vicinanze e ha aggiunto che anche alcuni suoi amici avrebbero avuto difficoltà a concentrarsi. Secondo il suo racconto, il problema è stato inoltre segnalato a un giudice. Non è noto quale eventuale provvedimento sia stato preso in seguito.
Nei tornei VGC gli avversari si affrontano faccia a faccia per incontri che possono protrarsi a lungo. In condizioni simili, un problema di igiene può andare oltre il semplice fastidio e diventare una distrazione concreta per chi sta giocando. Sui social il racconto di Youm ha generato numerose reazioni, comprese richieste di una maggiore attenzione nell'applicazione delle norme già esistenti.
Il punto, infatti, è che Play! Pokémon dispone già di regole sull'igiene personale. Il Tournament Rules Handbook richiede ai partecipanti di mantenere un livello socialmente accettabile di igiene durante gli eventi. Se la situazione lo richiede, l'organizzatore può chiedere a un partecipante di sistemare il proprio abbigliamento o la propria igiene prima di rientrare nell'area del torneo; il rifiuto di collaborare può portare all'allontanamento dalla sede.
Da Yu-Gi-Oh! a Super Smash Bros.: un problema che ritorna da anni
Quello di Baltimora non è un caso isolato. Nel luglio 2026 Chronos Games & Gifts, negozio indipendente di Beaverton, in Oregon, ha sospeso per una settimana i propri tornei locali di Yu-Gi-Oh! dopo lamentele legate all'igiene dei partecipanti e all'uso improprio dei bagni. Nel messaggio pubblicato dalla gestione venivano citate anche recensioni negative ricevute dal negozio proprio per questi problemi.
Due anni prima, nell'aprile 2024, una giocatrice aveva raccontato di aver abbandonato anticipatamente un evento di Yu-Gi-Oh! in Giappone perché non riusciva più a sopportare l'odore presente nel locale. Konami affronta esplicitamente la questione nelle proprie policy: i partecipanti sono tenuti a presentarsi puliti e con abiti puliti, mentre chi trascura la cura personale al punto da influire negativamente sul torneo può essere invitato a risolvere il problema per poter continuare a partecipare.
La questione non riguarda soltanto i giochi di carte. La scena di Super Smash Bros. convive con discussioni simili almeno dalla seconda metà degli anni 2000. L'organizzatore Bassem “Bear” Dahdouh raccontò a Kotaku nel 2018 che, dalla metà degli anni 2000, difficilmente passava un mese senza qualche lamentela relativa all'odore corporeo durante tornei locali, regionali o major. Lo stesso articolo ricordava che già nel 2008 un organizzatore californiano aveva introdotto una regola che consentiva di squalificare chi trascurava palesemente l'igiene, mentre nel 2015 a Tallahassee un coordinatore temeva di perdere lo spazio utilizzato per gli eventi dopo che alcune persone avevano soprannominato quelle giornate “stinky day”.
Anche giocatori conosciuti sono finiti al centro di episodi simili. Nel 2023 il professionista di Smash Ultimate Cosmos si mise alla ricerca di un deodorante durante un torneo dopo che un avversario gli aveva fatto notare il problema. Nel 2019 lo YouTuber Glink girò invece per EVO distribuendo deodoranti ai partecipanti e scoprì, allo stesso tempo, che molti giocatori erano già preparati: un dettaglio importante, perché ricorda quanto sia facile trasformare episodi reali in una caricatura dell'intera community.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più delicati. Ogni nuovo caso riporta in primo piano il vecchio stereotipo del gamer trasandato, nonostante già nel 2018 diversi organizzatori e giocatori intervistati da Kotaku sottolineassero come il fenomeno fosse spesso sovrarappresentato rispetto al numero effettivo di partecipanti coinvolti. Parlare del problema è necessario, ma generalizzarlo a intere community rischia di produrre l'effetto opposto.
Il tema ha perfino generato iniziative commerciali specifiche. Nel 2025 la società giapponese lushtree, che gestisce i saloni OFF-KAi!!, ha lanciato una campagna di crowdfunding per un detergente all-in-one rivolto espressamente ai giocatori di carte, spiegando di voler affrontare il cosiddetto “problema dell'odore” nei negozi e nei tornei e contribuire a migliorare l'immagine della community.
Il caso raccontato da Youm è quindi l'ultimo episodio di un problema ricorrente, non la prova che intere scene competitive siano caratterizzate dalla scarsa igiene. Le norme esistono già in circuiti come Play! Pokémon e Yu-Gi-Oh!: il nodo resta applicarle con equilibrio e tempestività quando una situazione concreta rischia di compromettere il comfort o la concentrazione dei partecipanti.
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